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lunedì 16 settembre 2013

Buonanotte amore, mille volte buona notte


Ne “La poetica dello spazio”, Gastone Bachelard afferma che: “Bisogna amare lo spazio per descriverlo tanto minuziosamente come se vi fossero molecole di mondo”. L’amore per lo spazio, inteso qui come luogo in cui viviamo, uno spazio non rigido, geometrico e calcolabile bensì un erlebter Raum, uno spazio abitato, vissuto e celebrato da una moltitudine di rimembranze. Uno spazio in cui si custodiscono gelosamente i ricordi più autentici e intimi, uno spazio contenitore di memorie in cui ogni oggetto diviene detentore di un attimo vissuto e custode di un’esperienza. In questo dove, che chiamiamo casa, o rifugio o bunker o qual si voglia chiamarlo, i ricordi vengono spazializzati e così diventa importante un cassetto perché contiene una lettera o un lenzuolo perché emana un odore, ci interessa se l’armadio ha la coperta della nonna o il lavandino ha la forma di un cuore. Quello spazio vive, noi ci sentiamo parte di esso e lo sentiamo parlare ogni volta che vi entriamo e ci lasciamo il mondo alle spalle per rinchiuderci dentro: dove l’intimità si rannicchia e l’anima si trastulla. In questo magico luogo le immagini fanno eco dentro di noi, il nostro passato galleggia sul presente, e risuona e assorda piacevolmente l’anima.