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lunedì 22 dicembre 2014

Bugie dei miei tacchi a spillo

Ho sempre odiato le persone con deliri di onnipotenza. Sono persone fondamentalmente sole, staccate dalla realtà che inseguono un orizzonte che ormai si è verticalizzato e quindi irraggiungibile, anche al solo sguardo. Ho sempre odiato chi non ha rispetto degli altri, chi parla a sproposito senza mettersi nei panni di chi hanno di fronte. Ho sempre odiato le persone che fanno la voce grossa incuranti che un soffio di vento sussurrato al momento giusto le possa abbattere in un secondo. Odio chi crede di essere Dio, chi prende in giro l’amore, chi si fa beffa del cuore altrui, chi non porta rispetto e chi crede che il suo cadavere non passerà mai sulla riva del fiume, mentre un esercito sta lì ad aspettare. Odio chi crede di non sbagliare mai, chi salta di fiore in fiore e chi crede di prendere in giro l’umanità pensando di farla franca.

lunedì 11 agosto 2014

Incontrarsi sempre a metà strada


Io l’amore l’ho visto. Negli occhi di lei: azzurri, profondi, grandi. Negli occhi di lui: scuri, lucidi, intensi. Ho visto quell’amore che dista anni luce dai rapporti da social, che non si consuma con un messaggio o una emoticon, quell’amore che vive di parole, litigate, pianti, abbracci e poi riconciliazione. Quell’amore che esiste nel respiro dell’altro ma sa anche esserne indipendente, quell’amore che ci si parla di tutto ma anche del niente, quell’amore che si discute sul colore del vestito ma anche sul non colore delle mutande. Quell’amore che è completo e abbigliato di quotidianità fatta di caffè del mattino, fesa di tacchino lasciata troppi giorni nel frigo, caffè Nespresso senza zucchero e ristorante della sera con terrazza con vista sulla felicità.

venerdì 7 settembre 2012

Per essere grandi uomini servono grandi donne (Cit.))


Dopo il discorso, che ha infiammato internet, alla Convention Democratica della First Lady Michelle Obama, grande madre, moglie e donna con le palle, Blue si interroga. Interrogarmi è, ormai una prassi. I rapporti sono cambiati, cosi come i tempi dell’amore, le logiche, le situazioni, noi, cresciuti e diventati adulti in un minuto, maturati o forse no (dipende), acquisito l’agognato potere della sottana, io penso spesso alla posizione di noi donne e mi pongo la domanda se di fianco a un grande uomo sia necessaria (o obbligatoria) una grande donna. Sono finiti i tempi delle femminucce remissive che stavano in casa a fare la maglia ad aspettare il marito che tornava stanco dal lavoro, ora noi donne torniamo più tardi di lui, ormai il nostro oggetto inseparabile è diventato un iPad con cover colorata che racchiude una rubrica piena di appuntamenti.  Stressate dalle riunioni che sposteranno le sorti del mondo, con i capelli sempre in ordine e lo sguardo biricchino, riusciamo comunque, passato l’empasse iniziale dato dalla stanchezza, a essere manager e mamme, spietate e accondiscendenti, taillerate e in tuta e sneackers. 

sabato 27 agosto 2011

44°Gradi di contraccettivi

Dopo una giornata confinata in casa davanti al Mac a scrivere e a leggere sui problemi della Modernità, mentre fuori il termometro sfiora i 44° mi accorgo di aver finito le sigarette. Quelle compagne fedeli che ormai accompagnano le mie giornate stressate passate tra il divano e la scrivania, tra le pagina di un libro e un foglio bianco, tra uno schermo vuoto e un evidenziatore azzurro, quelle piccole bacchette sottili e bianche che accompagnate alla bocca e respirate producono fumo che sicuramente ha già danneggiato un bel pezzo dei miei polmoni, quelle sorelle delle quali non posso fare a meno e che ormai sono un accessorio onnipresente nelle mie pochette firmate.