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domenica 4 marzo 2012

Amici mai.




“Tu per me sei sempre l’unica, straordinaria lontanissima,
vicina e irraggiungibile,
inafferrabile, incomprensibile
ma amici mai
per chi si cerca come noi
non è possibile
odiarsi mai
per chi si ama come noi
sarebbe inutile…”.                                   A.Venditti

Quando a 18 anni lasciai il mio primo fidanzatino Fabrizio, lui mi dedicò questa canzone dicendomi che non avremmo mai potuto essere amici. Non capivo questa scelta drastica e crudele di separarci del tutto. Volevo che rimanesse nella mia vita perché tra di noi c’erano state tante cose belle: il primo bacio, la prima carezza, la vacanza all’estero insieme, il mio “diventare donna” e tante altre realtà che mi avevano fatto passare da adolescente a “donnina”. A quell’età non comprendevo perché se la prendesse tanto se lo lasciavo, in fondo stavamo crescendo e dovevamo maturare e vedere il mondo attraverso esperienze che implicavano la separazione. Di lì a un anno mi sarei trasferita a Bologna e quindi era impensabile avere un rapporto a distanza. Eravamo amici più che “morosini”, condividevamo curiosità più che esperienze, eravamo spensierati e non avevamo il pensiero di cosa significasse pensare al futuro. A quei tempi mi sembrava lontana l’idea di diventare grande, ero troppo impegnata a ridere, scherzare, giocare e farfugliare cavolate con le amiche, il fidanzato fisso era una cosa obsoleta e inutile.