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martedì 10 luglio 2012

Fai bei sogni, anzi fantastici.


Guardando il mondo attraverso le sbarre di una finestra a volte ti rendi conto che la fuori nascono ancora i fiori, cantano diversi uccellini e vivono persone che possono darti tanto solo per il fatto di fermarsi un attimo e accorgerti che esisti. Se ti affacci oltre il carcere della tua vita, spesso, ti accorgi che la libertà è meno lontana di quanto pensavi. Se rimani a respirare il profumo dell’aria, la vita ti viene incontro e ti salva. Osservando ciò che succede fuori da te, il mondo ti prende la mano e ti toglie le manette, quelle stesse che ti tenevano inchiodata ai ricordi impedendoti di volare. Non è il mondo che t’imprigiona, è il tuo corpo-anima. Un corpo dal quale non puoi prescindere, mai.

sabato 17 dicembre 2011

Regina di cuori al comando | La Bebe



Ne “L’ora del te” di Ermanno Bencivenga si racconta la storia di una coppia, marito e moglie, che ogni giorno alle cinque, beve il te. Non è chiaro a nessuno cosa davvero bevano ma il rituale si ripete ormai da tutta la vita. I coniugi accendono il fornello, scaldano l’acqua, la versano in un pentolino panciuto munito di coperchietto e aggiungono i sacchettini di carta. Dopo quattro minuti prendono il pentolino per il manico e dal beccuccio esce un liquido marroncino e fumante che adagiano in due tazze. Ci aggiungono zucchero, latte o limone e iniziano a fare conversazione. Se gli chiedi cosa stiano bevendo la risposta è chiara: “ un te”, ma in fondo non lo è poi cosi tanto.

sabato 30 ottobre 2010

FADO...

Mi sono sempre chiesta che cosa sia il destino e soprattutto se esista, se è davvero come credo che quando ci mette lo zampino lui tutto convoglia a far succedere ciò che sta scritto da qualche parte, ma dove poi…dov’è annotato il nostro destino…? Lo immagino in un grande libro all’estremità del mondo, consultabile solo dagli Dei o da entità a noi sconosciute… sulle pagine ogni giorno c’è riportata una storia con i suoi protagonisti e se ti capita che quel dì ci sia scritto il tuo nome sei fregato…nel bene e nel male…non sempre è sfiga a volte il destino gioca dalla tua parte…

Vi siete mai chieste perché accadono le cose…? perché incontrate una persona in un luogo dove non eravate mai state prima e poi casualmente la rivedete a distanza di tempo nello stesso posto, non vi capita mai di pensare ad un amico mentre passeggiate sotto ai portici e vederlo apparire come se fosse il fantasma dell’opera. O pensare ad una canzone nello stesso momento in cui su facebook ve la stanno postano… Il destino gioca le sue carte e quando vuole una cosa rema affinché tutto si esaudisca come sta scritto sul grande librone del FADO.

Allora adesso ci penso io a convincervi che il destino esiste o perlomeno lui da dei segni, a volte anche molto disarmanti, che spiazzano le nostre esistenze e che sono assolutamente al di fuori di un nostro possibile controllo. Ieri sera sono rientrata a casa verso le 3 perché la tosse mi massacrava e di andare a fare Barakka proprio non mi andava, in fin dei conti c’è gia la domenica di Halloween con mille feste in città, con tutte le amiche che arrivano armate di scopa e cappello a cambiarsi a casa tua, avevo già idea di andarmene a nanna con il piumone gigante quando mi sono messa a scrivere, come sempre ultimamente, mi aiuta a non pensare, o meglio mi fa pensare ad altro, a cose più piacevoli e divertenti che non siano legate all’amore. Quello stesso amore che ora non hai più, che hai chiuso a chiave in un cassetto che ti sforzi di buttare in cantina invano, ma che per ora, visto che stai meglio non vuoi più faccia parte di te. Mentre sei li che scrivi e rifletti su alcune cose che ti ha detto una tua amica, improvvisamente ti ricordi una scena che ti successe all’università mentre la prof ti interrogava, ritorni indietro nel tempo a quel giorno, con quel bel vestitino da ragazza per bene, marrone, tacco 8 e capelli ricci legati con una bacchetta cinese, ricordi la sua domanda: parlami dell’odio di kassovitz e dimmi quale sensazione ti ha dato quel film con quella frase cosi forte e incisiva, dimmi cosa ne pensi e se pensi che sia proprio la verità quella della caduta che è sempre e comunque la minor cosa che ti può succedere mentre fiondi già da un palazzo di 50piani. L’ATTERRAGGIO dissi è ciò che mi preoccupa, non sono mica un gatto con i gommini sotto ai piedi, ciò che mi spaventa di questa vita è come riuscire ad affrontare una caduta senza farmi troppo male, come rimanere indenne e rimanere salda nella mia convinzione che se metto le mani in avanti il mio viso non si sfracellerà sul marciapiede. Ecco cosa mi è successo ieri…proprio mentre io ricordavo e riflettevo su questo, dall’altra parte della città a poche ore di distanza la persona alla quale non volevo pensare lo stava postando sul suo facebook… e quindi che dire…telepatia..? mah non so…destino…? Chissà… forse solo coincidenza…ma che cavolo sta coincidenza che ci fa sempre incontrare e reincontrare…