Visualizzazione post con etichetta moda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta moda. Mostra tutti i post

domenica 29 aprile 2012

La resa dei conti



Siamo alla resa dei conti. Non ci salva nessuno dalla morsa del tempo. I trentacinque (anni, intendo) sono alle porte, si affacciano alla vetrina della vita, non hanno chiesto permesso, si sono presentati senza invito. Fuori il sole risplende, le rose stanno nascendo e come sempre Maggio risveglia la consapevolezza che un altro anno, per me, è passato.

Sul ciglio del dirupo che mi separa dall’essere grande quanto basta per prendere decisioni importanti, io scelgo di crescere rimanendo un po’ Peter Pan un po’ Trilli, un po’ Cenerentola che perde ancora la scarpetta e anche un po’ Biancaneve in attesa del  bacio dal principe figo. Al risveglio ad aspettarmi, sicuramente, ci sarà un rospo e non un belloccio sale e pepe, ma questa è la realtà, non la favola.

domenica 9 ottobre 2011

Chi dice donna non dice cucina.

Fino a qualche anno fa eravamo abituati ad associare la donna solo alla cucina. Chi potrebbe dimenticare l’immagine della propria nonna regina della casa con il grembiulone a righe bianche e blu mentre si divincola, tra mestoli e terrine, per preparare vivande da servire a tutta la famiglia. Le nonne e le mamme, non tutte, sia ben chiaro, –la mia mamy non riusciva nemmeno a fare gli spaghetti al pomodoro, ma all’attivo aveva altre fantastiche doti, come riuscire ad andare sui pattini incinta di nove mesi– riuscivano a mettere in piedi un cenone pre-natalizio con quattro cosine raccattate qua e la tra frigo e frizer. Mi sono sempre chiesta come potesse, mia nonna, preparare i tortelloni di zucca stando tranquillamente seduta a charlare due ore con le amiche, mentre sul fornello aveva il brodo di gallina con bollito al seguito, e come fosse in grado di fare la crostata di marmellata di fichi mentre sul fuoco girava la polenta. Talento da vendere, si perché in cucina lei ci sapeva stare, ma sapeva anche tenere la casa, cucire, lavare, stirare, accudire quattro figli, otto nipoti, amare suo marito e farci l’amore due volte al giorno. Donna d’altri tempi.? Si, forse! Ma in realtà ora che sono diventata grande, mi accorgo che tante donne sono come lei.

lunedì 20 giugno 2011

Soddisfatti o Rimborsati

Dopo un po' comprenderai la sottile differenza fra stringere una mano e incatenare un'anima, e comprenderai che amore non significa dipendenza e che compagnia non significa sicurezza. Incomincerai a comprendere che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse, e incomincerai ad accettare le sconfitte a testa alta e con gli occhi bene aperti, con la compostezza di un adulto e non con il dolore di un bimbo, e imparerai a tracciare la strada sull'oggi, perché il terreno del domani è troppo incerto per essere pianificato. Dopo un po' comprenderai che perfino il sole può bruciare se ne prendi troppo. Allora cura il tuo giardino e abbellisci la tua anima senza aspettare che qualcuno ti regali dei fiori. E imparerai che puoi veramente farcela... Che sei veramente forte, e che tu vali veramente molto.                                                      Veronica A. Shoffstall


E così ti svegli una mattina che tutto è cambiato, il mondo intorno a te non gira più e il profumo di caffé che prima si diffondeva nella tua casetta è magicamente scomparso, i toast giganti al prosciutto non emanano più l’odore di bruciato e il succo di frutta alla pesca non sporca più i tuoi bicchieri con i cuoricini rossi. Ti rendi conto che al tuo fianco non c’è più nessuno e che da oggi in poi cambierai completamente la tua vita, modificherai il modo di pensare, di vestire, il colore dei tuoi capelli per coprire i bianchi stressati e soprattutto snaturerai il tuo modo di amare perché quello che hai fatto fino ad ora non ti è servito per tenerti vicino l’uomo che amavi.

venerdì 14 gennaio 2011

IL tempo è un'occasione che non può ritornare...

Che cos’è l’amor?
Capossela ha scritto chiedilo al vento, Beethoven tenta di spiegarlo alla sua amata immortale in una lettera datata 7 luglio 1812 dove si dichiara eternamente tuo, Oscar Wilde sconta due anni di lavori forzati per aver scritto frasi come: possa io vivere per toccare le tue mani e i tuoi capelli nelle lettere di adorazione ad Alfred Douglas. Per Baudelaire …e tanto più t'amo quanto più mi fuggi… ai giorni nostri, Gramellini scrive l’amore non ha un perché, l’amore è il perché. E per noi contemporanei esseri umani in una società dominata dalla comunicazione via internet, con Facebook, Messenger e i tanto utilizzati Sms, che cos’è l’amore..? Ma soprattutto scriviamo ancora lettere, imprimiamo i nostri sentimenti su carte color paglierino profumate di Patchouly e incitiamo il postino a far presto a consegnare la busta perché arrivi il prima possibile in buchetta a chi l’abbiamo spedita..? La risposta è molto semplice ma cela una sorta di speranza in un ritorno alla semplicità e alla scrittura che si stacca dalla nostra abitudine quotidiana, certo l’sms è più sbrigativo, più diretto, più veloce ma non esprime interamente i palpiti del nostro cuore, ci compare su uno schermo freddo a caratteri piccolissimi e anche se inseriamo le tanto acclamate Emoticons con cuoricini rossi non ha quel calore ardente e appassionato che esprime la parola scritta su carta inviata a mezzo posta o appoggiata timidamente sul comodino perché al risveglio venga letta dalla persona che vorremmo accanto.
In questo momento la nostra società mette a dura prova questo impulso tanto ricercato dimostrandoci di essere incapaci di amare e metterci in gioco e facendoci vivere nella continua disintegrazione dei sentimenti, rendendoci automi in preda a bulimia affettiva. Risulta che ognuno rimane disperatamente solo, perso nelle proprie insicurezze, cercando di consumare subito una passione come fosse un oggetto. Un amore definito da Z. Bauman, liquido perchè scorre, si consuma e si scioglie in un lasso di tempo talmente veloce che quasi fatichiamo a rendercene conto.
Un ritorno alle origini, una presa di coscienza di un periodo che non esiste più e che faticherà a riproporsi perché un ciclo terminato non permette passi all’indietro, in fondo il tempo è un’occasione che non può ritornare...!