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martedì 18 ottobre 2016

Ma dove vanno gli uomini che spariscono?

Ma dove vanno gli uomini che spariscono?
Quelli che a un certo punto di una relazione si alzano una mattina e, probabilmente presi da uno slancio di coraggio o di codardia dipende dai punti di vista, pensano di cambiare la loro vita, cambiando sicuramente la vita di qualcun altro ignaro totalmente di tutto, e scappano. Da cosa scappino poi questo lo sanno solo loro perché a te (che sei la diretta interessata) non è dato saperlo.
Dove vanno gli uomini che hanno condiviso con te un pezzo di vita, spesso anche molto lunga, a volte un quinto di secolo (ma non fa differenza il tempo)? Dove vanno questi uomini che sono stati nella tua casa, tra le tue coperte, stretti tra tue braccia. Uomini che sono stati un pezzo di colonna e tu lo sei stato per loro. Sono stati il sangue, la carne, la passione, le gioia e insieme l’amicizia, il rispetto, il litigio furioso e la rabbia più irritante. Sono stati stagione di rose e di foglie cadute, di doposci ai piedi e prendisoli colorati. Dove vanno questi uomini che hanno posseduto tutto di te, dalla poltrona preferita alle lenzuola di lino, dalla molletta per capelli allo spazzolino da denti, dal maglione del pigiama al cappellino sotto la pioggia. Uomini che hanno avvolto di felicità le tue giornate, sono stati capaci di strapparti il sorriso, prima che le mutande, che hanno allacciato un rapporto stretto con la tua bava sul cuscino, che hanno respirato l’alito più intimo del tuo mattino. Dove vanno questi uomini quando, hanno deciso che, una storia finisce con la velocità di un foglio di carta che taglia la carne di un dito Indice e tu sei diventata più fastidiosa di un mignolo che sbatte contro l’angolo del comodino?

martedì 20 settembre 2016

L’amore è la grande rivoluzione. Pensieri sconnessi AspassoconBlue

E mi ritrovo qui, una domenica sera di fine estate che combatte il crepuscolo di un autunno alle porte, con la pioggia che tintinna sui marciapiedi.

Amo ascoltare la pioggia mentre sono sdraiata sul letto a scrivere, mi piace sentirla cantare con le finestre aperte, mi rilassa, mi fa pensare a tante cose e nella nenia del suo baciare l’asfalto mi ritrovo a pensare a che estate invisibile ho passato.

Quest’anno non mi sono nemmeno accorta che l’estate sia iniziata, non ho sentito il profumo delle rose, la calura sulla pelle, il sole non mi ha accarezzata nemmeno un momento. È stata un’estate di cambiamenti, di grandi emozioni che hanno messo ancora a dura prova il cuore e un’estate in cui ho perso l’orientamento, la bussola si è rotta e la segnaletica vitale ha dato forfait. Un’estate in cui la parola serenità ha fatto posto alla corsa all’impazzata della tachicardia, in cui il mio letto è stato sostituito con una poltrona di ospedale e in cui la mia spensieratezza è stata cementata dal dolore lancinante delle perdita di mia nonna Anita. In tutto questo condensarsi di dolore al rialzo, lacrime pesanti come la caduta di un macigno dal Monte Bianco e la sensazione continua di stare perennemente in affanno ho comunque avuto il tempo di infilare alcune riflessioni, provenienti da anni e anni di chiaccherate fatte con mia nonna, che mettono il puntino definitivo sulla mia idea di relazione.

sabato 2 maggio 2015

Ma alla gente il verbo "restare" fa schifo?

È ufficiale. Il verbo restare è stato sostituito dal verbo scappare. Resto per far due chiacchere, per ascoltarti parlare, per starmene tranquillo. Resto per guardarti, per ammirarti, per capire cosa mi attrae di te. Resto un attimo, due o forse tutta la vita. Resto a pranzo, a prendere un caffè, a cena e perché no, resto a colazione che significa ho dormito con te e sono inguaiato dalla testa ai piedi e non posso più fare a meno di vederti in qualsiasi modo, anche con la bavetta che ti scende sul cuscino. Resto perché in un mondo in corsa verso qualcosa che mi è ignoto, ho capito che l’unico motivo valido per smettere di correre è il tuo viso e la gioia che mi trasmette quando mi sei vicina. Resto perché non mi è mai capitato di starmene a guardare una donna come guardo te, senza volerla cacciare a calci da casa.

domenica 20 maggio 2012

Paralisi emotive e terremoti dell’anima.


Terremoti emotivi. Scosse emozionali. Sismi del cuore. Movimenti tellurici dell’anima. Stanotte la terra ha tremato. Si è mossa, spostata, agitata, incazzata, ha gridato con urlo potente la sua forza. Stanotte il pianeta ci ha fatto dondolare come su un’altalena, ma non è stato affatto divertente. Gli spostamenti dell’anima si sono allineati a quelli della terra. Oggi, 20 maggio 2012 ore 4.04, l’allineamento delle Pleiadi, con Sole e Terra (già predetto dal calendario Maya) ha fatto ondeggiare tutto, comprese le nostre emozioni. Le città maggiormente coinvolte sono state Bologna, Ferrara, Mantova e Modena con magnitudo 5.9. Saranno coincidenze, casualità o accidentalità, saranno combinazioni, circostanze o altro ma la verità è che in questi giorni mi sentivo come attraversata da un uragano, in preda a una tempesta imperfetta e nera dentro, a tal punto che la vista mi si è annebbiata dalla rabbia. L’energia del suolo mi ha trasmesso il suo scossone, il cielo il suo colore plumbeo e il clima un gelo diffuso dentro e fuori da ME. Si, lo confesso sono completamente in preda a una “paralisi emotiva” che non mi fa controllare ne parole ne gesta.  Sono posseduta da una “diavolica senzazione” che abbisogna di essere esorcizzata. Un gatto dentro che con il pelo dritto per l’incazzatura ha smosso la mia tranquillità e appannato il mio pensiero.

lunedì 1 agosto 2011

Vagina, amica mia dove sei? DORMI...?

«Siccome m'interrogavo spesso su quello che le donne pensano delle proprie vagine un giorno ho deciso di fare qualche intervista: una rivelazione. Un viaggio nell'inaspettato. Un'esplorazione scioccante dell'esistenza. 
Tutte le risposte mi sorprendevano. 
Così sono nati i "Monologhi della Vagina". Ho intervistato più di duecento donne: vecchie, giovani, sposate, single, lesbiche, mamme, nonne, insegnanti, attrici, operaie, lavoratrici del sesso, afro-americane, ispaniche, asiatiche, caucasiche, musulmane della Bosnia, ebree...
All' inizio erano timide, esitanti. Poi però, una volta partite, era impossibile fermarle. Il fatto è che le donne adorano parlare della loro vagina».

lunedì 11 luglio 2011

Inferno, inferno delle mie brame...

Capisco che Bologna sia una città meravigliosa, che passeggiando sotto i portici si respiri aria di festa e festeggiamenti, che durante l’estate si susseguano manifestazioni in parchi, giardini, piazze e luoghi freschi ma sono cosciente che negli ultimi tempi sia cambiata molto e che ciò che la caratterizzava una decina di anni fa non sia neanche lontanamente vicino a ciò che ci propone oggi. Capisco tutto, il cambio generazionale, la crescita demografica, l’avanzamento dei confini della periferia, l’integrazione di culture differenti e il pullulare di gente proveniente da ogni parte del mondo. Mi rendo conto della crisi economica, dei problemi di sicurezza e della scarsa comunicazione tra individui, capisco che siamo nella città che ospita una tra le più antiche università del mondo, fondata nel 1088 e nonostante questo illustre primato, non riusciamo ancora a scrollarci di dosso l’etichetta di provinciali e analfabeti in lingue straniere, capisco pure che siamo felsinei e che la mortadella a noi piace parecchio, ma basta!!! almeno fatecela assaggiare trasformata in mousse che magari al nostro palato Radical-chic, piace di più.



martedì 28 giugno 2011

Donne sull’orlo di una crisi d’età

Vent’anni fa mi guardavo allo specchio e vedevo una ragazzina piena di sogni e speranze, una mela acerba assetata di esperienze e desiderosa di crescere, conoscere il mondo e assaggiare avidamente tutti i frutti esotici a me sconosciuti. Sognavo di viaggiare in lungo e in largo, avere mille maschi da baciare e osservare le città con gli occhi di un’esploratrice. Vent’anni fa avevo i seni grandi e i capezzoli sempre turgidi per l’emozione e ogni cosa mi sembrava piena di vitalità, ogni uomo incontrato sul mio cammino era come una pietanza da provare, un cocktail da sorseggiare o una spezia che avrebbe completato e stuzzicato il mio palato.



lunedì 20 giugno 2011

Soddisfatti o Rimborsati

Dopo un po' comprenderai la sottile differenza fra stringere una mano e incatenare un'anima, e comprenderai che amore non significa dipendenza e che compagnia non significa sicurezza. Incomincerai a comprendere che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse, e incomincerai ad accettare le sconfitte a testa alta e con gli occhi bene aperti, con la compostezza di un adulto e non con il dolore di un bimbo, e imparerai a tracciare la strada sull'oggi, perché il terreno del domani è troppo incerto per essere pianificato. Dopo un po' comprenderai che perfino il sole può bruciare se ne prendi troppo. Allora cura il tuo giardino e abbellisci la tua anima senza aspettare che qualcuno ti regali dei fiori. E imparerai che puoi veramente farcela... Che sei veramente forte, e che tu vali veramente molto.                                                      Veronica A. Shoffstall


E così ti svegli una mattina che tutto è cambiato, il mondo intorno a te non gira più e il profumo di caffé che prima si diffondeva nella tua casetta è magicamente scomparso, i toast giganti al prosciutto non emanano più l’odore di bruciato e il succo di frutta alla pesca non sporca più i tuoi bicchieri con i cuoricini rossi. Ti rendi conto che al tuo fianco non c’è più nessuno e che da oggi in poi cambierai completamente la tua vita, modificherai il modo di pensare, di vestire, il colore dei tuoi capelli per coprire i bianchi stressati e soprattutto snaturerai il tuo modo di amare perché quello che hai fatto fino ad ora non ti è servito per tenerti vicino l’uomo che amavi.