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sabato 31 dicembre 2016

Re e Regine oltre il 2016 SOTTOTITOLO: Non sono Rambo!

Un altro anno è passato.
366 giorni di passioni, tormenti, esperienze, emozioni, sorrisi strappati, amori inesistenti, amicizie consolidate e altre perdute. Dodici mesi + 1giorno in cui NON mi sono seduta a guardare la vita che scorreva ma l'ho presa di petto, ho afferrato il tempo tra le mani e ho gareggiato con lui. Un anno all’insegna del galoppare continuo, una gara contro tutto e tutti in cui non ho fatto altro che viaggiare ad alta quota e inciampare sui gradini dell’alta velocità preso all’ultimo minuto. Un anno abulico, quasi irrisolto per certi versi, ma per altri estremamente vivace e frizzante. Un anno in cui ho dovuto rivedere i miei conti con la religione e in cui la lancetta della bilancia è letteralmente scoppiata.

E così mi guardo indietro. Sto scavando nella memoria, ormai vacillante da un po’ di anni, per tentare di far affiorare i ricordi di questo anno che chiude la saracinesca tra poche ore. Il 2016 è stato bisesto, e come tutti i bisesti che si rispettano, ha spaiato le carte, attivato cambiamenti e rotto gli equilibri.

mercoledì 15 luglio 2015

La donna è nata dalla costola dell'uomo o sotto al suo piede? Tutta questione di PUNTI di vista

Si può dire ancora che vi siano delle 'donne'? Certo la teoria dell'eterno femminino conta numerosi adepti [...]; altri sospirano: 'La donna si perde, la donna è perduta.'. Non è più chiaro se vi siano ancora donne, se ve ne saranno sempre, se bisogna augurarselo o no, che posto occupano nel mondo, che posto dovrebbero occuparvi. 'Dove sono le donne?'[...]. Ma innanzi tutto: cos'è una donna? ‘Tota Mulier in utero: è una matrice', dice qualcuno. Tuttavia parlando di certe donne, gli esperti decretano 'non sono donne', benché abbiano un utero come le altre.
Simone de Beauvoir


L’amore è come una ciambella calda appena uscita dal forno. È come il profumo del caffè che straborda dalla moka. È come una fetta di salame all’aglio affettato largo. È come il pane che lievita lentamente. L’amore è un bicchiere di Lambrusco in pieno Agosto, un calice di Franciacorta in Autunno e un tulipano di Chianti Classico durante i giorni della merla. Ma soprattutto l’amore è quel momento della vita in cui non hai passato perché dimentichi ogni cosa, non sai se avrai futuro perché ti sembra troppo lontano, ma hai solo un presente che ti divora. L’amore è quel momento in cui ti senti leggera, così tanto leggera da saltellare per strada, in cui ti senti bellissima perché sai che sei l’oggetto del desiderio del tuo amato, in cui ti senti completa perché pensi di aver trovato quella parte di te che prima avevi smarrito. L’amore ti veste di felicità che, come dice una mia amica: è l’unico gioiello di cui ha bisogno una donna. L’amore dovrebbe essere così, cuore leggero, ali alle caviglie e sorriso incollato al viso. Dovrebbe essere come una giornata passata in cucina senza saper cucinare, una maratona di 24 ore alla scoperta degli alimenti, dei sapori e delle sensazioni che il cibo da alle nostre emozioni. L’amore dovrebbe farti cantare sulla bicicletta, o sotto la doccia, o nel letto. L’amore dovrebbe essere quella parentesi che ti gonfia il petto, ti inarca la schiena e ti fa salire di dieci centimetri senza tacchi a spillo e naturalmente dovrebbe farti venire l’acquolina in bocca a ogni pensiero.

venerdì 3 febbraio 2012

Amore con la gonna | Amore con i pantaloni


Mi chiedo spesso quale sia la differenza tra i sentimenti maschili e quelli femminili. Gli uomini amano come amiamo noi o viceversa, abbiamo gli stessi tempi di ingranaggio o di recupero e dopo una storia finita a padellate contro la finestra anche ai maschi rimane quell’amaro in bocca data da una storia conclusa male o semplicemente consumata e indebolita.

martedì 8 novembre 2011

L'alcova non consumata



A me la notte porta consiglio. Mi giro e rigiro nell’alcova dell’amore mai consumato, mi alzo, accendo la luce, leggo storie di sesso sfrenato senza mai adoperarmi per farne, di buon sesso, guardo il mio chihuahua, la accarezzo, controllo se ancora ho il mascara sulle ciglia e alla fine, come sempre, mi giro dal lato destro del comodino, prendo il mio Mac bianco e lo accendo.
È questo l’unico orgasmo che ho da un anno e mezzo, il poter essere libera di scrivere nel bel mezzo della notte è il mio più intenso piacere.  Potermi concedere quando voglio a lui mi da soddisfazione, non mi stanca e al termine delle 3000battute solite ne risulto pure appagata. Questa notte un sound da discotecara farneticante accompagna il ticchettio rapido dei polpastrelli sui tasti “Mark Knight | Devil Walking”. Ogni tanto un sussulto o un’alzata di mano giocano a fare dondolio, avrò forse voglia di andare a ballare o magari semplicemente dovrei affaticarmi un pò o trovare qualcuno che mi stanchi e arruffi queste lenzuola poco consumate. Ho sempre pensato che a essere troppo sante non si va da nessuna parte, ma ahimé, ultimamente, di voglia di relazionarmi con il sesso opposto non ne ho proprio voglia. Io li amo, gli uomini. Ma non amo tutto quello che ruota intorno a loro. Non ho voglia di uscire a cena, accennare sguardi, fare la civetta, mettermi i tacchi anche la sera, come se il giorno portassi sempre e solo le Converse!. Non mi va di farmi la ceretta, arricciarmi i capelli, scegliere l’abito, sistemarmi le unghie, o avere le farfalle nello stomaco alle 20,45 prima del suono del campanello che ti annuncia il suo ufficiale arrivo nella tua vita.

domenica 16 ottobre 2011

Regina di Cuori al comando_ Viola B.


Quando mi venne l’idea di aprire la rubrica “Regine di Cuori al comando” non immaginavo che sarebbe stato cosi divertente e tanto meno pensavo che esistessero cosi tante donne magnifiche, creative, intelligenti, preparate, sensuali, donne con vite spericolate o manager prestate alla famiglia, femmine tacchettine che ad una certa ora del giorno, sfilano il decoltè per indossare una comoda tennis e preparare la cenetta al loro amore. Le donne sono magiche, poliedriche, abili, intuitive, astute, contorte, superiori, sentimentali, giocose, erotiche, alle volte molto intelligenti e acculturate, hanno sicuramente una marcia in più (non tutte) e come lessi stanotte in un testo di Virginia Woolf “Avete idea di quanti libri si scrivono sulle donne in un anno? Avete idea di quanti sono scritti da uomini? Sapete di essere l'animale forse più discusso dell'universo?.









domenica 9 ottobre 2011

Chi dice donna non dice cucina.

Fino a qualche anno fa eravamo abituati ad associare la donna solo alla cucina. Chi potrebbe dimenticare l’immagine della propria nonna regina della casa con il grembiulone a righe bianche e blu mentre si divincola, tra mestoli e terrine, per preparare vivande da servire a tutta la famiglia. Le nonne e le mamme, non tutte, sia ben chiaro, –la mia mamy non riusciva nemmeno a fare gli spaghetti al pomodoro, ma all’attivo aveva altre fantastiche doti, come riuscire ad andare sui pattini incinta di nove mesi– riuscivano a mettere in piedi un cenone pre-natalizio con quattro cosine raccattate qua e la tra frigo e frizer. Mi sono sempre chiesta come potesse, mia nonna, preparare i tortelloni di zucca stando tranquillamente seduta a charlare due ore con le amiche, mentre sul fornello aveva il brodo di gallina con bollito al seguito, e come fosse in grado di fare la crostata di marmellata di fichi mentre sul fuoco girava la polenta. Talento da vendere, si perché in cucina lei ci sapeva stare, ma sapeva anche tenere la casa, cucire, lavare, stirare, accudire quattro figli, otto nipoti, amare suo marito e farci l’amore due volte al giorno. Donna d’altri tempi.? Si, forse! Ma in realtà ora che sono diventata grande, mi accorgo che tante donne sono come lei.

sabato 27 agosto 2011

44°Gradi di contraccettivi

Dopo una giornata confinata in casa davanti al Mac a scrivere e a leggere sui problemi della Modernità, mentre fuori il termometro sfiora i 44° mi accorgo di aver finito le sigarette. Quelle compagne fedeli che ormai accompagnano le mie giornate stressate passate tra il divano e la scrivania, tra le pagina di un libro e un foglio bianco, tra uno schermo vuoto e un evidenziatore azzurro, quelle piccole bacchette sottili e bianche che accompagnate alla bocca e respirate producono fumo che sicuramente ha già danneggiato un bel pezzo dei miei polmoni, quelle sorelle delle quali non posso fare a meno e che ormai sono un accessorio onnipresente nelle mie pochette firmate.

lunedì 18 luglio 2011

Latin lover o tombeur de femme…?

Mentre d’estate, tutti pensano a dove andare al mare, le amiche preparano valigie colorate e strabordanti di costumi brasiliani o culotte griffate, mentre si sprecano pomeriggi in giro per agenzie viaggio per scegliere la località più fashion dove sfoderare fisici tonici e muscolature definite, Blue rimane in città e si diverte a osservare chi, come lei, è rimasto a godersi il panorama della sfavillante Bologna. Come sempre non andrò in villeggiatura perché a dirla tutta sono convinta che la mia vita sia una intensa e lunga vacanza, non faccio altro che andare per 330 giorni all’anno su Alte-Velocità in corsa tra Bologna e Milano, tra Rimini e Roma, Parigi e Madrid per non parlare poi delle trasferte oltre oceano. Durante l’anno, passo i miei giorni tra inaugurazioni di mostre d’arte e vernissage esclusivi, tra bicchieri di champagne e coppe di sorbetti alla frutta corretti con vodka, tra tartine di salmone norvegese o dadolate di frutta e carne salata. Piroetto sopra un tacco 12 da un posto all’altro rimanendoci al massimo per trenta minuti. Adotto la tattica del farsi vedere ovunque,che mi fa sembrare onnipresente in ogni luogo e fa ricordare alle persone chi sono.

martedì 28 giugno 2011

Donne sull’orlo di una crisi d’età

Vent’anni fa mi guardavo allo specchio e vedevo una ragazzina piena di sogni e speranze, una mela acerba assetata di esperienze e desiderosa di crescere, conoscere il mondo e assaggiare avidamente tutti i frutti esotici a me sconosciuti. Sognavo di viaggiare in lungo e in largo, avere mille maschi da baciare e osservare le città con gli occhi di un’esploratrice. Vent’anni fa avevo i seni grandi e i capezzoli sempre turgidi per l’emozione e ogni cosa mi sembrava piena di vitalità, ogni uomo incontrato sul mio cammino era come una pietanza da provare, un cocktail da sorseggiare o una spezia che avrebbe completato e stuzzicato il mio palato.