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martedì 4 dicembre 2012

La follia sotto controllo di Massimo Buttura




Massimo Bottura

Massimo Bottura non è solo uno chef. Massimo Bottura (cuoco dell’Osteria Francescana MO) è un filosofo del gusto, un antropologo curioso che studia cultura e società per riportarle sul piatto, è un’osservatore tenace della realtà e non per ultimo un grande amante dell’arte contemporanea. La consapevolezza che l’Avanguarda non sia più il “gioco di prestigio”, gli fa servire la verità impiattata e anteporre lo studio della materia prima mettendosi al suo servizio. “Possiamo fare ricerca, senza fare avanguardia” affermava John Cage. “Dobbiamo ricercare, ognuno, il proprio segno”, afferma Bottura che attinge dall’arte di Kandinsky, per trovare la sua aspirazione. Per Kandisky: Ogni opera d’arte, è figlia del suo tempo e spesso è madre dei nostri sentimenti. Ogni periodo culturale esprime una sua arte, che non si ripeterà mai più. La nostra anima si sta risvegliando da un lungo periodo di materialismo e racchiude in sé i germi di quella disperazione che nasce dalla mancanza di una fede, di uno scopo, di una meta. L’artista cercherà quindi di suscitare sentimenti più delicati”. Non è forse lo stesso per la cucina? Ogni piatto non è figlio della sua epoca e della sua territorialità, divenendo inevitabilemente padre anche dei nostri umori, sentimenti o delle nostre passioni? E il cuoco non è, dunque, autore di indelebili emozioni?

domenica 20 maggio 2012

Paralisi emotive e terremoti dell’anima.


Terremoti emotivi. Scosse emozionali. Sismi del cuore. Movimenti tellurici dell’anima. Stanotte la terra ha tremato. Si è mossa, spostata, agitata, incazzata, ha gridato con urlo potente la sua forza. Stanotte il pianeta ci ha fatto dondolare come su un’altalena, ma non è stato affatto divertente. Gli spostamenti dell’anima si sono allineati a quelli della terra. Oggi, 20 maggio 2012 ore 4.04, l’allineamento delle Pleiadi, con Sole e Terra (già predetto dal calendario Maya) ha fatto ondeggiare tutto, comprese le nostre emozioni. Le città maggiormente coinvolte sono state Bologna, Ferrara, Mantova e Modena con magnitudo 5.9. Saranno coincidenze, casualità o accidentalità, saranno combinazioni, circostanze o altro ma la verità è che in questi giorni mi sentivo come attraversata da un uragano, in preda a una tempesta imperfetta e nera dentro, a tal punto che la vista mi si è annebbiata dalla rabbia. L’energia del suolo mi ha trasmesso il suo scossone, il cielo il suo colore plumbeo e il clima un gelo diffuso dentro e fuori da ME. Si, lo confesso sono completamente in preda a una “paralisi emotiva” che non mi fa controllare ne parole ne gesta.  Sono posseduta da una “diavolica senzazione” che abbisogna di essere esorcizzata. Un gatto dentro che con il pelo dritto per l’incazzatura ha smosso la mia tranquillità e appannato il mio pensiero.