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venerdì 2 maggio 2014

Vado a vivere a Yogurtlandia


Giovanni, Francesco e Olga

La verità è che le cose belle sono spesso fatte da persone belle. Le persone belle ci mettono la pancia, il cuore, i polmoni e il cervello e ci mettono quella passione che le rende uniche. Ogni storia di cibo, se non ha dietro un’ossessione personale diventa sterile ma, se ci mettiamo una sana dose di follia e quella necessaria volontà di riuscita, allora prende il sapore giusto: il sapore del cambiamento.
Oggi, abbiamo bisogno di nutrirci di cambiamento, novità, rivoluzione unito a una benifica incoscienza. Siamo stanchi di quel pallidume con i fiocchetti che ci propinavano negli anni 90’, ora è obbligatoria la verità: nella vita, nella società, nell’arte e soprattutto nel cibo.

giovedì 3 aprile 2014

A Bologna nasce IFood, un nuovo modo di comunicare il cibo


Il menú di Ifood

Alcuni anni fa quando mi misi seriamente (si fa per dire) a scrivere di cibo, pensavo fermamente che la cucina potesse essere il nostro reale termometro di cambiamento (in realtà lo penso ancora e sempre di più). La cucina, non solo ci mette a tavola e riempie la pancia ma ingrassa la mente, favorisce la socializzazione e cosa non ultima, aiuta a vivere meglio. Il cibo – è cultura -  e ci ha sempre aiutato a capire gli usi e i costume di un popolo, anticipando i cambiamenti.

giovedì 12 dicembre 2013

Una Re piena di amicizia


L’amicizia è straordinaria. È unica quando è sincera, pura, sentita, passionale, di getto, di polso, di lato, di sù e di giù. È speciale quando è senza segreti, senza remissioni, senza puntini sulle I, quando supera l’amore, perché l’amore è un battito del cuore che salta fuori dal petto, mentre l’amicizia è un sentimento che nasce e si eleva verso il cielo giorno dopo giorno. L’amicizia è condividere, donare, sopportare, supportare, è stringere i denti e poi aprirli per ammiccare un sorriso, è un fazzoletto pulito quando le lacrime scendono rapide, è un abbraccio quando sopporti un abbandono, è un consiglio quando vorresti startene sola a riflettere. L’amicizia è guardare insieme uno stivaletto di Greymer e sognare di averlo addosso, è fermare per strada una signora con un cane al guinzaglio e poi ridere perché per accarezzarlo ci si è buttate sul marciapiede, è cercare ogni scusa per telefonarsi, è prendere un AltaVelocita solo per raccontarsi un segreto.

venerdì 26 luglio 2013

Osteria delle Rose. Dove vanno le foodBloggers quando a Bologna fa caldo


Vista dell'Osteria delle Rose

Chi dice che in estate a Bologna non c’è mai nulla da fare ha due grandi problemi: è una persona che non si interessa alle attività della sua città e non ha mille amiche Bloggers come me. Non è affatto vero che Bologna, con 40°, non offre opportunità, non le da se sei una persona che sta seduta alla scrivania a guardare la polvere che si accumula, non ci sarà mai niente da combinare se te ne stai incollato alla sedia ad aspettare che la vita succeda e ti bussi alla porta una qualche iniziativa carina che ti porti fuori da casa. Non lo dico per essere sempre la solita, lo affermo perché io, a Bologna, in estate faccio un sacco di cose, vedo gente, scopro posticini nuovi che aprono e mi informo su dove andare a prendere un po’ di fresco e mangiare qualcosa di buono che allieti le mie serate. Certo, avere amiche gastrofissate e foodbloggers, aiuta molto a non annoiarsi, ma poi anch’io ci metto del mio e prendo la bicicletta e mi muovo verso nuovi orizzonti che al tramonto prendono un colore diverso e tingono i capelli di un rosso più acceso.

Il Menu dell'Osteria delle Rose, RedPassion
L’altra sera la nostra scelta è caduta su una Temporary-Osteria, l’Osteria delle Rose. Ristorantino tipico bolognese, pochi piatti ma tutti della tradizione con tavolini e tovagliette di carta allestiti nella splendida cornice di Villa delle Rose. E qui spezzo una lancia a favore di una delle ville che amo di più della mia città.
Questa villa è un'antica residenza di villeggiatura edificata nel '700 al posto di una preesistente dimora di campagna appartenuta agli Spannocchi. La scalinata, meravigliosa e di grande impatto visivo si scorge da via Saragozza e sale fin sul porticato dell’edificio, in origine il suo nome era Villa la Scala. Nel 1800 la proprietà passa ai Pepoli e successivamente ad altre famiglie fino ai Armandi Avogli, che nel 1907 affidano all'architetto Dante Trebbi l'opera di restauro della villa e del giardino. Per donazione dell'ultima proprietaria, Nerina Armandi de' Piccoli, nel 1916 il Comune di Bologna acquisisce l'immobile e lo adibisce a sede della Galleria D'Arte Moderna verso la fine degli anni '20.
Dopo essere stata anche un ospedale con la seconda Guerra fino al ‘75 funge da contenitore d’arte per poi rimanere chiusa molti anni per ristrutturazione per poi diventare la dependance espositiva della Galleria D'Arte Moderna.

I Sott'Aceti e il grasso fatto in casa 
In questa cornice, piena di fiori, arte e storia, l’altra sera si è consumata la nostra cena tra risate, confidenze e pettegolezzi, tra una crescentina e una tigella, tra prosciutto, salame, mortadella Bologna, squaquerone e Pignoletto come se piovesse. L’atmosfera amicale e anche un po’ tipica da foodbloggers con macchine fotografiche e tra occhi di commensali increduli, una serata ad assaporare tortelloni burro e salvia e tagliatelle alla Bolognese e per finire un bel piatto di melone fresco in compagnia degli artisti che in questi giorni si stanno alternando in Quelli che…l’estate in città con il cartellone estivo del Teatro delle Celebrazioni.
Vino come se piovesse, per combattere il caldo è necessario
Sarà possibile mangiare e divertirsi al fresco di Villa delle Rose fino al 25 Agosto e partecipare ad un contest super cariño per vincere una cena all’Osteria. "Quelli che... L'estate in città" lancia sul suo profilo facebook/QuelliCheLestateInCitta il contest fotografico: "Fotografa Quelli che... L'estate in città e conquisti una cena per due all'Osteria delle Rose". Come funziona? Basta partecipare agli spettacoli, fotografare, postare su FB. Lo scatto più bello sarà votato ogni settimana e i "mi piace" saranno l'elemento decisivo perché la foto più amata sia scelta. 

Eccole alcune FoodBloggers all'ingresso sulla scalinata di Villa delle Rose, ma ne mancano ancora molte.
Davanti: Carmen di Le Temps des Cerises, Francy di Burro e Zucchero
Seconda fila: Marilù di Polvere di Peperoncino, Veronica di Cucino per Te Scemo, Martina di CurvyFoodyHungry, Livia di Rock and Food
mancano nella foto Bebe di ApranzoconBea e Luca e Sabrina di Sapori Divini alle prese con le loro due pupattole.
Chi sia Blue di AspassoconBlue ve lo lascio immaginare...l'unica a non essere una FoodBloggers ma a scrivere ugualmente di cucina



Avete ancora il coraggio di dire che in estate, a Bologna, non c’è nulla da fare?

Osteria delle Rose
Fino al 25 Agosto
via Saragozza 232- Bologna








mercoledì 10 luglio 2013

Giubilare lo sguardo verso un'alba bolognese


Bologna all'Alba vista dai tetti

La cosa che amo di più di Bologna è quando, nelle mattine d’estate, rientrando da una nottata con le amiche, arrivo in via Murri e aspetto che apra il CapoNord per bermi il cappuccino con la schiuma fredda dell’Anna. Seduta fuori, con una leggera brezza che m’inturgidisce la pelle, il mio sguardo si perde nell’Orizzonte. Silenzio, calma, uccellini che cinguettano. Fresco, serenità, vento che ti accarezza.
Mentre la schiuma mi rimane inevitabilmente sui baffi, apro il giornale. È domenica, o forse sabato o un qualsiasi giorno d’estate in cui Bologna viene baciata dall’Alba. Io sono li che osservo distrattamente un panorama che amo, immersa dal silenzio di una città che tra poche ore sarà invasa dal traffico. Penso, leggo, mi getto a capofitto sul mio Cappuccino, la città in quel momento parla. Mi sussurra il suo amore, mi dichiara la sua passione, mi promette che sarà mia per sempre. È proprio così, Bologna sarà mia per sempre, lo sarà perché ci arrivai poco più che adolescente e ci rimasi nonostante, di case, nel mondo, io ne abbia cambiate tante, Io la mia casetta bolognese non l’ho mai abbandonata. 

mercoledì 19 dicembre 2012

Buon compleanno Pirottines

 
Le Pirottines alle prese con il matterello e le formine

Interno di Ca-Shin


È passato un anno. Il primo insieme. Dodici puntate, che poi sono dieci perché in estate un pò abbiamo saltato, in cui abbiamo condiviso sapori e saperi. Abbiamo iniziato esattamente il 19 Dicembre 2011 con la ricetta dei Sablét Bretoni. Ricordo la nostra smania in attesa che si avverasse il nostro sogno, mio e di Bebe, dal suo blog ApranzoconBea datato 14 dicembre 2011 leggevo cosi: “un club di cuciniere e cucinieri, di appassionati di confezioni mangione e di arte. Lo fondo con Blue, di Aspassoconblue, per condividere con tante (speriamo) persone, le nostre passioni. Dove io insegnerò a fare i biscotti, la Jessica di Uh La La i pacchettini per biscotti e Blue ci presenterà suggestioni dal mondo dell'arte e del cibo. Insomma, nasce il Club de Pirottines”.

mercoledì 10 ottobre 2012

Cucinare con una margherita in bocca. Ivan Poletti


Un giorno mentre ero al ristorante, seduta al tavolo, davanti ad un succulento piatto di tagliolini con prosciutto e limone, il cuoco si avvicinò chiedendomi un parere. Io con la bocca piena e gli occhi sognanti gli dissi che mi sembrava di aver mangiato direttamente dalla bocca del mio amante. Quei tagliolini erano cosi buoni da non riuscire nemmeno a trovare un aggettivo adeguato per rispondere alla sua domanda. Allora fui io a chiedergli come fosse possibile cucinare con cosi tanta grazia e lui mi rispose che quando era innamorato cucinava con la margherita in bocca. La sua affermazione mi fece letteralmente impazzire.

domenica 20 maggio 2012

Paralisi emotive e terremoti dell’anima.


Terremoti emotivi. Scosse emozionali. Sismi del cuore. Movimenti tellurici dell’anima. Stanotte la terra ha tremato. Si è mossa, spostata, agitata, incazzata, ha gridato con urlo potente la sua forza. Stanotte il pianeta ci ha fatto dondolare come su un’altalena, ma non è stato affatto divertente. Gli spostamenti dell’anima si sono allineati a quelli della terra. Oggi, 20 maggio 2012 ore 4.04, l’allineamento delle Pleiadi, con Sole e Terra (già predetto dal calendario Maya) ha fatto ondeggiare tutto, comprese le nostre emozioni. Le città maggiormente coinvolte sono state Bologna, Ferrara, Mantova e Modena con magnitudo 5.9. Saranno coincidenze, casualità o accidentalità, saranno combinazioni, circostanze o altro ma la verità è che in questi giorni mi sentivo come attraversata da un uragano, in preda a una tempesta imperfetta e nera dentro, a tal punto che la vista mi si è annebbiata dalla rabbia. L’energia del suolo mi ha trasmesso il suo scossone, il cielo il suo colore plumbeo e il clima un gelo diffuso dentro e fuori da ME. Si, lo confesso sono completamente in preda a una “paralisi emotiva” che non mi fa controllare ne parole ne gesta.  Sono posseduta da una “diavolica senzazione” che abbisogna di essere esorcizzata. Un gatto dentro che con il pelo dritto per l’incazzatura ha smosso la mia tranquillità e appannato il mio pensiero.

venerdì 10 febbraio 2012

Il potere rosa


Avete mai fatto il calcolo di quante donne conoscete? Non vi siete mai accorti di che esercito agguerrito gironzola indisturbato per strada. Vi siete mai resi conti di quante armi abbiano addosso, dallo sguardo alle gambe, dal sorriso alle mani con unghie curate e laccate, dal collo scoperto ai tacchi alti, per non parlare poi delle scollature pronunciate o dei leggins stretti che scoprono sederi mozzafiato. Ma non è tutto. È ormai morta la diceria che donna bella è uguale a stupida o femmina provocante uguale oca o carina e in carriera uguale mignotta che per arrivare l’ha data anche al gatto (come dice ma non pensa mia nonna).

venerdì 3 febbraio 2012

Amore con la gonna | Amore con i pantaloni


Mi chiedo spesso quale sia la differenza tra i sentimenti maschili e quelli femminili. Gli uomini amano come amiamo noi o viceversa, abbiamo gli stessi tempi di ingranaggio o di recupero e dopo una storia finita a padellate contro la finestra anche ai maschi rimane quell’amaro in bocca data da una storia conclusa male o semplicemente consumata e indebolita.

giovedì 26 gennaio 2012

Arte Fiera 2012


Blog consiglia…

Diamo inizio alle danze. Eccomi qui. 
È già Gennaio e come sempre sta per arrivare ArteFiera, la settimana piu affascinante e divertente dell’anno. Anche quest’anno non si sono fatti attendere i problemi e gli imprevisti. Mancava solo il blocco totale dei trasporti e cosi mi ritrovo, ad un giorno dall’inaugurazione di una mostra, sul treno per Napoli a recuperare due opere. La febbre artistica è arrivata a 39 ma barcollo ma non mollo. Fiato alle trombe, che sia un’arte fiera incredibile.
Per questa occassione ecco alcuni consigli della amica Marta Gabriele e alcuni eventi ai quali non potete mancare se passate sotto le due torri. Buon divertimento

martedì 8 novembre 2011

L'alcova non consumata



A me la notte porta consiglio. Mi giro e rigiro nell’alcova dell’amore mai consumato, mi alzo, accendo la luce, leggo storie di sesso sfrenato senza mai adoperarmi per farne, di buon sesso, guardo il mio chihuahua, la accarezzo, controllo se ancora ho il mascara sulle ciglia e alla fine, come sempre, mi giro dal lato destro del comodino, prendo il mio Mac bianco e lo accendo.
È questo l’unico orgasmo che ho da un anno e mezzo, il poter essere libera di scrivere nel bel mezzo della notte è il mio più intenso piacere.  Potermi concedere quando voglio a lui mi da soddisfazione, non mi stanca e al termine delle 3000battute solite ne risulto pure appagata. Questa notte un sound da discotecara farneticante accompagna il ticchettio rapido dei polpastrelli sui tasti “Mark Knight | Devil Walking”. Ogni tanto un sussulto o un’alzata di mano giocano a fare dondolio, avrò forse voglia di andare a ballare o magari semplicemente dovrei affaticarmi un pò o trovare qualcuno che mi stanchi e arruffi queste lenzuola poco consumate. Ho sempre pensato che a essere troppo sante non si va da nessuna parte, ma ahimé, ultimamente, di voglia di relazionarmi con il sesso opposto non ne ho proprio voglia. Io li amo, gli uomini. Ma non amo tutto quello che ruota intorno a loro. Non ho voglia di uscire a cena, accennare sguardi, fare la civetta, mettermi i tacchi anche la sera, come se il giorno portassi sempre e solo le Converse!. Non mi va di farmi la ceretta, arricciarmi i capelli, scegliere l’abito, sistemarmi le unghie, o avere le farfalle nello stomaco alle 20,45 prima del suono del campanello che ti annuncia il suo ufficiale arrivo nella tua vita.

sabato 5 novembre 2011

E' una vita che Vi aspetto

Alcuni anni fa mentre perdevo lo sguardo per le vie di NewYork, mentre riempivo di immagini gli occhi, alimentavo la fantasia, costruivo sogni su un possibile futuro nella grande Mela, mentre tutto mi sembrava colossale e sconfinato, le altezze inarrivabili, i palazzi fuori dimensione, mi rendevo conto di quanto tutto, li, fosse cosi nuovo e diverso dal vecchio mondo. Mentre i quartieri pullulavano di folclore e le etnie si ritrovavano nelle metropolitane, io persa nel mio guardare rimanevo eccitata per ore e ore ad ogni minimo dettaglio e scorcio di questa città che ho amato e amo profondamente. Chi dice NY dice grandezza, spregiudicatezza, innovazione, ricerca, frenesia, ma anche divertimento, cultura, moda, avanguardia, arte, finanza e naturalmente, compenetrazione di culture diverse che si riflettono nelle svariate cucine provenienti da ogni angolo del pianeta tracciando inevitabilmente la storia dei popoli. Si sa, la cucina, più di altre discipline riesce ad avere questa potenza, delinea il passato, il presente e il futuro di una stirpe, caratterizza, miscela, fonde, scopre le tradizioni, riunisce i saperi, evolve l’uomo e lo proietta nel domani. Sarà per questo che io adoro cosi tanto New York. Sarà per il suo saper essere unica e mille insieme, fredda e calda, dolce e amara, europea e asiatica, messicana e nera, la amo perché sa parlare inglese e spagnolo ma anche francese, italiano, brasiliano, cinese, marocchino e cambogiano, sa il filippino il giapponese e la lingua degli indiani.

domenica 16 ottobre 2011

Regina di Cuori al comando_ Viola B.


Quando mi venne l’idea di aprire la rubrica “Regine di Cuori al comando” non immaginavo che sarebbe stato cosi divertente e tanto meno pensavo che esistessero cosi tante donne magnifiche, creative, intelligenti, preparate, sensuali, donne con vite spericolate o manager prestate alla famiglia, femmine tacchettine che ad una certa ora del giorno, sfilano il decoltè per indossare una comoda tennis e preparare la cenetta al loro amore. Le donne sono magiche, poliedriche, abili, intuitive, astute, contorte, superiori, sentimentali, giocose, erotiche, alle volte molto intelligenti e acculturate, hanno sicuramente una marcia in più (non tutte) e come lessi stanotte in un testo di Virginia Woolf “Avete idea di quanti libri si scrivono sulle donne in un anno? Avete idea di quanti sono scritti da uomini? Sapete di essere l'animale forse più discusso dell'universo?.









lunedì 11 luglio 2011

Inferno, inferno delle mie brame...

Capisco che Bologna sia una città meravigliosa, che passeggiando sotto i portici si respiri aria di festa e festeggiamenti, che durante l’estate si susseguano manifestazioni in parchi, giardini, piazze e luoghi freschi ma sono cosciente che negli ultimi tempi sia cambiata molto e che ciò che la caratterizzava una decina di anni fa non sia neanche lontanamente vicino a ciò che ci propone oggi. Capisco tutto, il cambio generazionale, la crescita demografica, l’avanzamento dei confini della periferia, l’integrazione di culture differenti e il pullulare di gente proveniente da ogni parte del mondo. Mi rendo conto della crisi economica, dei problemi di sicurezza e della scarsa comunicazione tra individui, capisco che siamo nella città che ospita una tra le più antiche università del mondo, fondata nel 1088 e nonostante questo illustre primato, non riusciamo ancora a scrollarci di dosso l’etichetta di provinciali e analfabeti in lingue straniere, capisco pure che siamo felsinei e che la mortadella a noi piace parecchio, ma basta!!! almeno fatecela assaggiare trasformata in mousse che magari al nostro palato Radical-chic, piace di più.



giovedì 16 giugno 2011

Giovani chef amano. Arte cucina e sesso nella pentola della vita.


In una città come la nostra, dove spuntano locali come fossero funghi, dove il vasto assortimento rende difficile la scelta perché la buona cucina sta alla base della cultura bolognese e il mangiar bene rappresenta uno dei punti cardini della qualità della nostra amata vita, io sono sempre alla ricerca spasmodica di un posticino nuovo che rispecchi i miei canoni caratteriali.  Sfoglio pagine internet con recensioni di neonati localini che propongono sfiziosità a buon prezzo, la varietà è sconfinata, da chi prepara succulenti centrifugati di frutta fresca e biologica, a chi fa dell’insalata il cavallo di battaglia, a chi il pesce migliore non sta solo a Milano e chi a cocktail ricercati affianca meravigliosi piattini finger food che rallegrano i palati più esigenti.