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sabato 31 dicembre 2016

Re e Regine oltre il 2016 SOTTOTITOLO: Non sono Rambo!

Un altro anno è passato.
366 giorni di passioni, tormenti, esperienze, emozioni, sorrisi strappati, amori inesistenti, amicizie consolidate e altre perdute. Dodici mesi + 1giorno in cui NON mi sono seduta a guardare la vita che scorreva ma l'ho presa di petto, ho afferrato il tempo tra le mani e ho gareggiato con lui. Un anno all’insegna del galoppare continuo, una gara contro tutto e tutti in cui non ho fatto altro che viaggiare ad alta quota e inciampare sui gradini dell’alta velocità preso all’ultimo minuto. Un anno abulico, quasi irrisolto per certi versi, ma per altri estremamente vivace e frizzante. Un anno in cui ho dovuto rivedere i miei conti con la religione e in cui la lancetta della bilancia è letteralmente scoppiata.

E così mi guardo indietro. Sto scavando nella memoria, ormai vacillante da un po’ di anni, per tentare di far affiorare i ricordi di questo anno che chiude la saracinesca tra poche ore. Il 2016 è stato bisesto, e come tutti i bisesti che si rispettano, ha spaiato le carte, attivato cambiamenti e rotto gli equilibri.

martedì 18 ottobre 2016

Ma dove vanno gli uomini che spariscono?

Ma dove vanno gli uomini che spariscono?
Quelli che a un certo punto di una relazione si alzano una mattina e, probabilmente presi da uno slancio di coraggio o di codardia dipende dai punti di vista, pensano di cambiare la loro vita, cambiando sicuramente la vita di qualcun altro ignaro totalmente di tutto, e scappano. Da cosa scappino poi questo lo sanno solo loro perché a te (che sei la diretta interessata) non è dato saperlo.
Dove vanno gli uomini che hanno condiviso con te un pezzo di vita, spesso anche molto lunga, a volte un quinto di secolo (ma non fa differenza il tempo)? Dove vanno questi uomini che sono stati nella tua casa, tra le tue coperte, stretti tra tue braccia. Uomini che sono stati un pezzo di colonna e tu lo sei stato per loro. Sono stati il sangue, la carne, la passione, le gioia e insieme l’amicizia, il rispetto, il litigio furioso e la rabbia più irritante. Sono stati stagione di rose e di foglie cadute, di doposci ai piedi e prendisoli colorati. Dove vanno questi uomini che hanno posseduto tutto di te, dalla poltrona preferita alle lenzuola di lino, dalla molletta per capelli allo spazzolino da denti, dal maglione del pigiama al cappellino sotto la pioggia. Uomini che hanno avvolto di felicità le tue giornate, sono stati capaci di strapparti il sorriso, prima che le mutande, che hanno allacciato un rapporto stretto con la tua bava sul cuscino, che hanno respirato l’alito più intimo del tuo mattino. Dove vanno questi uomini quando, hanno deciso che, una storia finisce con la velocità di un foglio di carta che taglia la carne di un dito Indice e tu sei diventata più fastidiosa di un mignolo che sbatte contro l’angolo del comodino?

domenica 9 ottobre 2016

Ginocchia che tremano e labbra che si mordono. Orgasmi che non superano Agosto

Agosto porta consiglio.
Consiglio sui chili che non hai perso. Sulle unghie che si sono spezzate. Sulle occhiaie che si sono macchiate di quel verdognolo fastidioso che tanto vorresti eliminare.
Consiglio sull’abbronzatura che non hai preso e forse, non prenderai mai. Sulle sigarette che ti hanno macchiato eccessivamente i denti e su quello smalto che sull’alluce fa proprio ribrezzo.
Agosto porta consiglio perché è il teorico mese del cazzeggio, il mese in cui tutto il mondo si mette in vacanza e in cui, finalmente il telefono si mette in modalità aereo – e non certo perché sei dall’altra parte dell’oceano, ma perché, finalmente, ti godi il tuo insostituibile materasso Memory – .

giovedì 29 settembre 2016

To fall In Love. Inciampare in un cappuccino ed essere felice

In fondo le storie d’amore sono tutte belle, anche quelle che non hai vissuto interamente.
Nell’amore ci inciampi. Gli inglesi hanno ragione, To fall in love non è un caso.
Ci inciampi in un momento in cui sei intenta a fare qualcos’altro, in cui hai deposto le armi e finalmente hai appeso al chiodo il tuo passato e i tuoi innumerevoli errori, se così vogliamo chiamarli, anche se l’amore non è mai un errore, l’amore è qualcosa che ti travolge come una tempesta, è qualcosa che ti rende vivo e qualcosa che ti fa sentire che il tuo corpo esiste.

domenica 25 settembre 2016

Ma le vostre fidanzate lo sanno che siete single?

Istruzioni per la lettura:
Astenersi uomini senza didimi
Astenersi donne crocerossine


Sono cose che succedono quando ti trovi in un parco troppo affollato, in un appartamento stracolmo di studenti, in un treno regionale stipato o in una relazione in cui ti accorgi di non essere in due bensì in un numero indefinito di individui in cui ognuno fa la sua gara e come dice una mia amica si fa a botte per un pendente che al massimo ha la durata di una canzone di Seu Jorge ( 3’30’’).
Cosa succede? Succede che ti incazzi.

martedì 20 settembre 2016

L’amore è la grande rivoluzione. Pensieri sconnessi AspassoconBlue

E mi ritrovo qui, una domenica sera di fine estate che combatte il crepuscolo di un autunno alle porte, con la pioggia che tintinna sui marciapiedi.

Amo ascoltare la pioggia mentre sono sdraiata sul letto a scrivere, mi piace sentirla cantare con le finestre aperte, mi rilassa, mi fa pensare a tante cose e nella nenia del suo baciare l’asfalto mi ritrovo a pensare a che estate invisibile ho passato.

Quest’anno non mi sono nemmeno accorta che l’estate sia iniziata, non ho sentito il profumo delle rose, la calura sulla pelle, il sole non mi ha accarezzata nemmeno un momento. È stata un’estate di cambiamenti, di grandi emozioni che hanno messo ancora a dura prova il cuore e un’estate in cui ho perso l’orientamento, la bussola si è rotta e la segnaletica vitale ha dato forfait. Un’estate in cui la parola serenità ha fatto posto alla corsa all’impazzata della tachicardia, in cui il mio letto è stato sostituito con una poltrona di ospedale e in cui la mia spensieratezza è stata cementata dal dolore lancinante delle perdita di mia nonna Anita. In tutto questo condensarsi di dolore al rialzo, lacrime pesanti come la caduta di un macigno dal Monte Bianco e la sensazione continua di stare perennemente in affanno ho comunque avuto il tempo di infilare alcune riflessioni, provenienti da anni e anni di chiaccherate fatte con mia nonna, che mettono il puntino definitivo sulla mia idea di relazione.

lunedì 5 settembre 2016

Camera con vista sulla felicità


Ogni volta che lascio il mio blog orfano per tanto tempo ho bisogno di ricominciare a prendere dimestichezza con lui scrivendo ciò che mi rende felice.
La felicità è qualcosa della quale mi piace scrivere, amo battere sui tasti a ruota libera mettendo in fila ciò che mi strappa un sorriso.
È passato molto tempo dall’ultima volta che mi sono fermata qui.

giovedì 31 dicembre 2015

Re e Regine oltre il 2015

Un altro anno è passato.
365 giorni di passioni, tormenti, esperienze, emozioni, sorrisi strappati, amori inesistenti, amicizie consolidate e altre perdute. Dodici mesi in cui NON mi sono seduta a guardare la vita che scorreva ma l'ho presa di petto, ho afferrato il tempo tra le mani e ho gareggiato con lui. Un anno in cui non è successo nulla di eclatante - per fortuna - gli ultimi tre erano stati pazzescamente folli e intensi e credo che non avrei sopportato così tante emozioni anche per il 2015. Un anno in cui ho finalmente ritrovato il tempo di leggere, di pensare, di ascoltare, di osservare. Un anno di lenti cambiamenti, ma in fondo chi l’ha detto che devo andare sempre veloce.

E così mi guardo indietro. 

Sto cercando nella memoria, un po’ perduta, eventi che possano classificare il 2015 come un anno da ricordare. Ma non ne ho, e non lo dico per essere negativa, ma lo dico con la consapevolezza che la vita deve saperti regalare anche emozioni miti e non solo picconate violente. I giorni possono susseguirsi anche senza fiato corto e di questo, ora, ne sono convinta.

martedì 11 agosto 2015

Segni indelebili a palato, memoria e cuore. La cucina di Mauro Uliassi

Amo il cambiamento e amo chi ha il coraggio di portare con sé la tradizione
 senza esserne schiavo.

Uliassi. (Credit da Web)
Agosto di riflessione, di pensieri che fanno a botte tra loro, di frasi che si spezzano con un alito di vento e di sapori che voglio provare, annusare, sentire. Agosto che questa volta sei tutto mio, e del mio inesorabile e instancabile desiderio di cibo. Agosto che ti prendo per la gola e faccio capriole per sopportare il caldo che mi cuci sulla pelle come un cappotto di piume d’oca. Agosto di viaggi che vanno dal letto alla doccia e poi ancora, dalla doccia al divano, ma che qualche volta vanno da casa (Bologna) a Senigallia, rigorosamente in treno, perché posseduta dal desiderio capriccioso di mangiare da Uliassi. Agosto che preparo il computer, infilo un tacco in borsa e scappo in stazione, agosto che faccio un appuntamento di lavoro e poi non vedo l’ora che sia sera per entrare in quel tempio marchigiano che è Uliassi. Agosto che, Dio benedica le mie passione, che sono solo due (arte e cucina), ma che quando si prendono per mano sanno farmi così felice che quasi cammino dritta dopo una bottiglia di Thienot Brut e due antistaminici per combattere la mia allergia alle olive. E allora cuffiette nelle orecchie ed Exilio che suona a tutto volume mentre ondeggio sul sedile di pelle ringrinzita del TreNord. Gocce di sudore lungo la schiena, ventaglio che sventola aria rovente, gente in piedi con valige grandi come armadi ed io, che ho solo me stessa e i miei tacchi a spillo, per fare due cose straordinarie: concepire una mostra e progettare il mio prossimo kg di troppo. Senigallia, il Summer Jamboree che veste le persone di sorrisi alcolici e le donne di gonnelle svolazzine e nastrini per i capelli a pois, ed io che ho uno stupendo ma anonimo vestitino verde petrolio, ma che mi sento, dalla felicità, la migliore delle rockabilly sulla piazza principale.
Suono. Cuore a mille. Già sono ubriaca di gioia.
Mi siedo.
Respiro.
Aria di mare. Odore di salsedine. Sabbia addosso. Vita tra le mani.

lunedì 27 luglio 2015

Uomini piccoli, piccoli, forti solo nel branco. Io sto con te ragazza della Fortezza da Basso

Immagine presa dal Web
Ho letto e riletto decine di volte, in queste ultime quarantotto ore, la lettera scritta dalla ragazza della Fortezza da Basso. Una lettera scritta dopo la sentenza di assoluzione dei sei accusati dello stupro di gruppo, avvenuto nel 2008 a Firenze. Ho cercato di darmi una spiegazione sul perché della assoluzione, ma chiaramente non ci sono arrivata, non ho le competenze di un giudice, non sono in grado di trovare e di capire il perché loro, in sei, siano stati assolti e invece quella ragazza, sola contro il branco sia stata ritenuta “presente a se stessa anche se probabilmente ubriaca”, e quindi sia stata oggetto, secondo qualcuno, consenziente perché non stata in grado di ostacolare lo stupro che, ripeto, era uno contro sei.
Andiamo per logica, mettiamo i puntini sulle I. Nessuna, e accento nessuna donna al mondo, se presa da sei uomini è in grado di difendersi (tantomeno se alterata da un po d’alcool). Nessuna donna è in grado di reagire a sei uomini che la tengono ferma per abusare di lei. Nessuna donna è capace di districarsi se uno le tiene le braccia, uno le gambe e gli altri, a turno, fanno del suo corpo ciò che vogliono.

mercoledì 15 luglio 2015

La donna è nata dalla costola dell'uomo o sotto al suo piede? Tutta questione di PUNTI di vista

Si può dire ancora che vi siano delle 'donne'? Certo la teoria dell'eterno femminino conta numerosi adepti [...]; altri sospirano: 'La donna si perde, la donna è perduta.'. Non è più chiaro se vi siano ancora donne, se ve ne saranno sempre, se bisogna augurarselo o no, che posto occupano nel mondo, che posto dovrebbero occuparvi. 'Dove sono le donne?'[...]. Ma innanzi tutto: cos'è una donna? ‘Tota Mulier in utero: è una matrice', dice qualcuno. Tuttavia parlando di certe donne, gli esperti decretano 'non sono donne', benché abbiano un utero come le altre.
Simone de Beauvoir


L’amore è come una ciambella calda appena uscita dal forno. È come il profumo del caffè che straborda dalla moka. È come una fetta di salame all’aglio affettato largo. È come il pane che lievita lentamente. L’amore è un bicchiere di Lambrusco in pieno Agosto, un calice di Franciacorta in Autunno e un tulipano di Chianti Classico durante i giorni della merla. Ma soprattutto l’amore è quel momento della vita in cui non hai passato perché dimentichi ogni cosa, non sai se avrai futuro perché ti sembra troppo lontano, ma hai solo un presente che ti divora. L’amore è quel momento in cui ti senti leggera, così tanto leggera da saltellare per strada, in cui ti senti bellissima perché sai che sei l’oggetto del desiderio del tuo amato, in cui ti senti completa perché pensi di aver trovato quella parte di te che prima avevi smarrito. L’amore ti veste di felicità che, come dice una mia amica: è l’unico gioiello di cui ha bisogno una donna. L’amore dovrebbe essere così, cuore leggero, ali alle caviglie e sorriso incollato al viso. Dovrebbe essere come una giornata passata in cucina senza saper cucinare, una maratona di 24 ore alla scoperta degli alimenti, dei sapori e delle sensazioni che il cibo da alle nostre emozioni. L’amore dovrebbe farti cantare sulla bicicletta, o sotto la doccia, o nel letto. L’amore dovrebbe essere quella parentesi che ti gonfia il petto, ti inarca la schiena e ti fa salire di dieci centimetri senza tacchi a spillo e naturalmente dovrebbe farti venire l’acquolina in bocca a ogni pensiero.

venerdì 19 giugno 2015

Dio benedica la Sicilia e il suo orgasmo Barocco

Alla fine di una cena erotica che, boccone dopo boccone, ha condotto gli amanti tra preliminari e giochi amorosi fino alla camera da letto, non può certo mancare un lieto fine: il dolce. Il dolce ha il compito di coronare l’orgia intima…
Isabel Allende


Dio benedica la Sicilia. Benedica le coste spigolose e decise del Nord-Ovest così come quelle sinuose e ingenue del Sud-Est. Benedica L’Etna e la bellissima Catania, città nera vulcanica, città che vive ogni mattina giubilando il suo sguardo sul vulcano più grande d’Europa. Benedica Agrigento con la valle dei Templi e i suoi templi dorici, Eraclea Minoa e il suo teatro. 
La valle dei Templi, Agrigento
Benedica Messina con i Giardini di Naxos e l’antica città greca e romana di Tindari. Benedica Palermo con le grotte dell’Addaura e della Gurfa, poche cose emozionano così tanto come le incisioni rupestri all’interno della prima (anche se dal 1997 non possono essere più visitabili a causa del pericolo di caduta massi, ma è importante sapere che ci sono e sono li e un giorno si potranno rivedere). Dio benedica Trapani e l’antica città di Selinunte (nome che deriva dalla parola sedano che vi cresce selvatico e nome che mi ricorda un’opera straordinaria di Hidetoshi Nagasawa) e il tempio di Hera che lascia senza parole. Dio benedica Siracusa con la sua isola Ortigia, culla dell’antico amore, vecchia lingua di terra che ospitò i coloni corinzi, zolla magica, donna dall’eterna giovinezza, culla di Artemide, dolce sorella di Delos.

domenica 10 maggio 2015

Gattamortismo. Hai visto mai una gatta morta con i tacchi a spillo?

Mettiamo un attimo nero su bianco, perché qui di cazzate ne abbiamo sentite tante, anzi troppe. Stronzate che vengono sputate dalla bocca di uomini che di volersi un attimo, e dico: “un solo un attimo, slacciare il nodo che hanno stretto al cuore, non ne vogliono sapere. La faccio più semplice, perché la chiarezza è una qualità che mi contraddistingue, in fondo, e dico: “solo in fondo”, sono una donna e di peli sulla lingua, non ne ho. Ma dico: “sono una donna”, ma non di quelle che piacciono alla stragrande maggioranza degli uomini. Sono una di quelle che si sveglia alla mattina con il sorriso, - anche se il mattino per me inizia alle 11-  e sono estremamente contenta di essere così maledettamente stronza e maledettamente esigente e maledettamente indipendente e così maledettamente innamorata della mia “capriccitudine” che non me ne frega proprio nulla se risulto spocchiosa, irriverente, algida o complicata. Provateci voi a mantenere una posizione così difficile, a combattere contro un esercito di uomini che desidera il monte di Venere senza raggiungere nemmeno il primo gradino della scala del vostro condominio. Provateci voi ad andare a letto con uno che pensa di essere un grande amatore e invece è Geppetto con un bastone che a malapena  gli regge le mutande. Provateci voi a sostenere un discorso con un ebete che pensa di avere una Laurea in tuttologia mentre a me sembra sia andato a scuola dal bidello. (cit. mamma di Blue G.)  

sabato 2 maggio 2015

Ma alla gente il verbo "restare" fa schifo?

È ufficiale. Il verbo restare è stato sostituito dal verbo scappare. Resto per far due chiacchere, per ascoltarti parlare, per starmene tranquillo. Resto per guardarti, per ammirarti, per capire cosa mi attrae di te. Resto un attimo, due o forse tutta la vita. Resto a pranzo, a prendere un caffè, a cena e perché no, resto a colazione che significa ho dormito con te e sono inguaiato dalla testa ai piedi e non posso più fare a meno di vederti in qualsiasi modo, anche con la bavetta che ti scende sul cuscino. Resto perché in un mondo in corsa verso qualcosa che mi è ignoto, ho capito che l’unico motivo valido per smettere di correre è il tuo viso e la gioia che mi trasmette quando mi sei vicina. Resto perché non mi è mai capitato di starmene a guardare una donna come guardo te, senza volerla cacciare a calci da casa.

lunedì 22 dicembre 2014

Bugie dei miei tacchi a spillo

Ho sempre odiato le persone con deliri di onnipotenza. Sono persone fondamentalmente sole, staccate dalla realtà che inseguono un orizzonte che ormai si è verticalizzato e quindi irraggiungibile, anche al solo sguardo. Ho sempre odiato chi non ha rispetto degli altri, chi parla a sproposito senza mettersi nei panni di chi hanno di fronte. Ho sempre odiato le persone che fanno la voce grossa incuranti che un soffio di vento sussurrato al momento giusto le possa abbattere in un secondo. Odio chi crede di essere Dio, chi prende in giro l’amore, chi si fa beffa del cuore altrui, chi non porta rispetto e chi crede che il suo cadavere non passerà mai sulla riva del fiume, mentre un esercito sta lì ad aspettare. Odio chi crede di non sbagliare mai, chi salta di fiore in fiore e chi crede di prendere in giro l’umanità pensando di farla franca.

giovedì 16 ottobre 2014

Molto Food, ma anche molto Porn. Piergiorgio Parini e le erbette di campo




Glielo dite voi a PierGiorgio Parini che con il suo essere cosi Zen mette a dura prova anche le donne equilibrate come me? Ma insomma, possibile che nessuno abbia il coraggio di urlargli al vento, senza ritorno di boomerang, che per la maggior parte della popolazione italiana femminile, dalle casalinghe disperate alle project manager di grandi aziende, quando quel ricciolino romagnolo fa una comparsata scendendo dalle valli riminesi, si alza anche il pelo più nascosto di qualsivoglia femmina viva su questo pianeta. Qualcuno glielo scrive uno striscione davanti a casa con scritto. “Parini ci piaci in tutte le salse ma fermentato come un fagiolino sei meglio”.  Per fortuna che vive come un eremita sui monti di Torriana (densità della popolazione scarsissima) perché se fosse a Bologna, fuori dall’uscio, si troverebbe un eliminacode, come al supermercato, con numerazione che va dall’uno al milione, di donne che strappandosi i vestiti, farebbero a gara per catturare la terra che striscia sotto le suole delle sue ginniche. E poi diciamocela tutta, santo di quel Signore crocifisso sulla croce, Parini è illegale.

giovedì 18 settembre 2014

Essere Zen e capire che l’amore dà semplicemente un vaffanculo ai perditempo


Dopo un anno di vuoto cosmico, promesse mancate, cazzate con le ali, stronzate che facevano rima con il soffitto del muro. Un anno di: “aspettami un attimo che ora ho la febbre”, “rivediamo i programmi che ora devo lavorare”, un anno di: “sei una donna intelligente ma il cervello lo devi far ragionare di meno”. Un anno in cui hai fatto a botte con la tua smisurata certezza di essere una donna poco rassicurante, di quelle che non ne vuol sapere di scendere a patti con nessuno, di quelle che al massimo ti distrugge casa se qualcosa va storto, di quelle che ti tirano un piede in faccia perché le girano le eliche. Dopo un anno che ti sei rotta i didimi di ascoltare sempre le stesse noiose parole lanciate a Eolo in un momento di furente pazzia. Un anno in cui avresti voluto anestetizzare i tuoi sentimenti, in cui la parte razionale di te è andata in “congedo” e in cui il prima di subito è stato gettato giù dall’orifizio del lavandino. Dopo un anno in cui anche l’ultimo briciolo del tuo smisurato emporio del sentimentalismo è stato svenduto a prezzo di costo ecco che una mattina ti svegli e… Sei stanca.

sabato 30 agosto 2014

DONNE. Accorgersi di avere un cervello può fare male. Ma accorgersi di non averlo può essere peggio


Passo le mie giornate a scrivere. Passo le mie giornate a leggere. Passo le mie giornate a rispondere alle mail. Passo le mie giornate a scervellarmi sulla grammatica che spesso sbaglio. Passo le mie giornate a riempire l’agenda di appuntamenti che spesso mi alienano l’esistenza. Passo le mie giornate a tenere occupato quel disgraziato cervello di cui mi hanno dotata.

Avere un bel sedere è utile. Avere due belle tettine pure. Avere un cervello, invece, è la cosa più ingombrante, terrificante, mostruosa e inutile che una donna possa possedere, qualcuno ha mai sentito gridare un uomo: “Hei, che bel cervello che hai?”. Ma è mai possibile che un dono così prezioso debba metterci all’angolo? È mai possibile che, di questi tempi, avere un cervello pensante debba essere una sfiga al pari di un foruncolo cresciuto sul naso prima di un colloquio di lavoro? È mai possibile che quel maledetto organo, pure un po bruttino, collocato al vertice del nostro corpo debba darci cosi tanti problemi? La risposta è si. Donne, se avete un cervello e siete pure carine, rassegnatevi, la fuori non c’è posto per voi.

martedì 19 agosto 2014

La sanguinaria Bloody Mary


La gola è una debolezza del sesso debole. Ma quale sarà mai il sesso debole? Lo sono tutti, solo in modo diverso. Quando si parla di gola e peccati capitali, i sessi sono cosi deboli da cadere sempre in tentazione. Ma è la donna, che ai tempi di internet non è più l’angelo del focolare o la timida verginella, rimane sempre la vera protagonista e icona da mangiare e conquistare. Ora le donne sono tutt’altro che deboli, soprattutto quando si parla di peccati.
Il marchese de Sade scrive ne La nuova Justine: “Dopo i piacere della lussuria […] non ce ne sono di più divini di quelli della tavola… […] poiché è facile infiammarsi per i piaceri dei sensi e di conseguenza è impossibile non eccitarsi per i piaceri della gola. Oh, lo confesso […] l’intemperanza è la mia divinità e piazzo il suo idolo nel mio tempio, accanto a quello della Venere; ed è solo ai piedi di entrambi che riesco a raggiungere la felicità”.

lunedì 11 agosto 2014

Incontrarsi sempre a metà strada


Io l’amore l’ho visto. Negli occhi di lei: azzurri, profondi, grandi. Negli occhi di lui: scuri, lucidi, intensi. Ho visto quell’amore che dista anni luce dai rapporti da social, che non si consuma con un messaggio o una emoticon, quell’amore che vive di parole, litigate, pianti, abbracci e poi riconciliazione. Quell’amore che esiste nel respiro dell’altro ma sa anche esserne indipendente, quell’amore che ci si parla di tutto ma anche del niente, quell’amore che si discute sul colore del vestito ma anche sul non colore delle mutande. Quell’amore che è completo e abbigliato di quotidianità fatta di caffè del mattino, fesa di tacchino lasciata troppi giorni nel frigo, caffè Nespresso senza zucchero e ristorante della sera con terrazza con vista sulla felicità.